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Si, trollami così. Un racconto-recensione di Wandavision

Elisabeth Olsen è Wanda, eroina dei fumetti Marvel e personaggio secondario nel Marvel Cinematic Universe (MCU). E la sua serie, Wandavision è una mini-grande serie televisiva.

[spoiler alert]

Si, trollami così

E’ venerdì 5 marzo 2021, il giorno dell’ultima puntata di Wandavision. Ma cominciamo dall’altro ieri, mercoledì 3 marzo, seconda serata del Festival di Sanremo. Fiorello entra in studio ballando e roteando. L’attenzione degli spettatori è tutta per lui. Ma la cosa interessante è sullo sfondo.

In periodo di Covid il festival non può ospitare pubblico in sala. Per sentirsi meno soli, il cast di Sanremo ha popolato di palloncini le poltrone della platea. I palloncini sono tutti diversi ma uno è più diverso degli altri. (un link tra i tanti per documentazione da Il Tempo)

⬆︎ Rai1, Festival di Sanremo, 3 marzo 2021

⬆︎ Rai1, Festival di Sanremo, 3 marzo 2021

Chi lo ha messo lì? Forse un operaio annoiato. Ma è più probabile che sia una scelta consapevole dell’organizzazione che ormai sa benissimo che centinaia di spettatori avrebbero passato in rassegna ogni fotogramma e che Twitter si sarebbe riempito in un attimo.

In altre parole: la Rai ci ha trollato (per i non nerd: da troll, che nei tempi moderni è diventato il provocatore, il depistatore irritante che popola i social con lo scopo di far arrabbiare gli altri utenti).

Se anche la Rai arriva a trollare gli spettatori nel suo programma più tradizionalista vuol forse dire che ormai è prassi normale se si cerca di ottenere l’attenzione, il bene più scarso e più costoso dell’industria dell’intrattenimento: che sia tv, serie televisive, cinema, videogiochi, musica…

E infatti la mia attenzione l’ha avuta, e lo scherzo mi ha divertito.

E veniamo a Wandavision

Mentre scrivo, a poche ore dalla fine dell’ultima puntata di Wandavision, l’internet è piena di nerd un po’ arrabbiati proprio perché la Marvel li ha trollati. E ne hanno ben donde. Ma andiamo con ordine.

Wandavision inizia la sua programmazione in streaming su Disney+ il 15 gennaio 2021 in contemporanea mondiale. Sono previsti 9 episodi, uno ogni venerdì. Questo vuol dire che finita una puntata, bisogna aspettare una settimana per vedere la successiva.

Wandavision è strabiliante nei primi episodi. La serie ha come caratteristica citazioni continue di molte sit-com: dalle storiche I love Lucy, The Dick Van Dyke show, Bewitched (Vita da strega) alle più recenti Casa Keaton, Malcom, Modern Family (e altre, una lista completa delle citazioni si può trovare in questo articolo di Movieplayer.it).

C’è un motivo legato alla narrazione per cui questo accade ma agli spettatori è ignoto nella prime puntate. Quello che resta dopo la visione è effetto scenico stupefacente fra formati che si alternano (4:3, 16:9 e 2,39:1, in funzione del formato originale della serie a cui ci si riferisce). Rilevante, per i primi due episodi, il fatto che Wandavision sia in bianco e nero, esattamente come erano le serie televisive citate.

Ma Wandavision non è soltanto una storia attuale mostrata in 4:3 e in bianco e nero e si capisce da subito che qualcosa non va. Qualche squarcio di colore, insolite accelerazioni temporali, vicini sospettosi…

In questo contesto si muovono Wanda (Elisabeth Olsen) e Visione (Paul Bettany) suo compagno nei film del Marvel Cinematic Universe che però sappiamo essere morto per mano di Thanos in Infinity War (2018). Ma Wandavision è ambientata nel 2023, 3 settimane dopo Endgame. Quindi che ci fa Visione lì, vivo, vegeto e sorridente?

Tutte queste stranezze vengono a galla puntata dopo puntata e trovano, quasi tutte, una soluzione negli ultimi due episodi.

Speculare è bello

Per questi due mesi e mezzo, tra un venerdì e l’altro in attesa del nuovo episodio, si scatena l’inferno. Ogni puntata pone una questione che i nerd di tutto il mondo cercano di risolvere, costruendo teorie, ricorrendo ad approfondite conoscenze dei film e dei fumetti e speculando sugli elementi.

Parte del divertimento per i non nerd è seguire queste teorie. Io mi trovavo a vedere la puntata il venerdi a pranzo e poi la sera passava a guardare video di (presunte) spiegazioni. Super divertente. Non perché quasi tutti sono rimasti con un pugno di mosche in mano. Ma perché c’è finalmente una sfida tra prodotto audiovisivo e pubblico, tale da mettere a dura prova le meningi degli spettatori.

Alcune di queste teorie.

Ad un certo punto appare Pietro, fratello di Wanda, anche lui morto in qualche film dell’MCU. L’attore è Evan Peters che ha interpretato Pietro non nei film Marvel ma nelle produzioni Fox. Perché? E’ l’inizio del tanto atteso multiverso (che non so cosa sia)? E, attenzione, il doppiatore che hanno scelto in Spagna per Evan Peters è lo stesso dei film Fox (!!) non altri che hanno doppiato l’attore in altre produzioni. Segnale inequivocabile!

In realtà il multiverso non c’entra nulla. Pietro è un attore come un altro e aver cercato a forza Evan Peters è una trollata bella e buona.

Ancora, Paul Bettany dichiara a un certo punto che nella serie ha recitato con un attore magnifico che non vedeva l’ora di incontrare. Chi è? Che personaggio interpreterà?

Nessuno. Si riferiva a se stesso visto che nell’ultima puntata interpreta due ruoli (!!!!)

Oppure, un’altra attrice dice che il pubblico resterà di sasso quando si vedrà l’ “ingegnere”. Tutti in attesa fino all’ultimo minuto dell’ultima puntata che appaia l’uomo elastico dei Fantastici 4, che magari avrebbe acquisito i poteri proprio grazie a Wanda… ma non arriverà nessun “ingegnere”.

Potrei continuare ore.

Di fatto la Marvel ha trollato tutti i fan, distribuendo prove false con il solo scopo di far parlare della serie, di far uscire teorie che potevano animare i dibattiti in rete.

E, spoiler alert, ci sono riusciti.

Ma Wandavision com’è?

A parte il marketing e la rabbia che ribolle negli spettatori presi in giro dai produttori della serie, com’è Wandavision?

In una parola: meraviglioso.

Il richiamo alle serie tv d’annata è dolcissimo e contestualizzato anche a livello di trama. Wanda è una bambina traumatizzata dalla guerra in Sokovia (immaginario stato dell’est Europa) che trova nelle serie tv americane un momento di evasione e di conforto nella famiglia. Poi muoiono tutti. I genitori, il fratello… e lei trova sempre nelle serie tv il conforto che cerca. Ecco che quindi quando Wanda è in preda all’ennesimo lutto (la scomparsa di Visione) ricrea tutto come fosse una serie televisiva.

Al di là delle citazioni, la trama di Wandavision è matura, affronta il dolore per la morte dei propri cari e ci porta dentro la psiche di una (super) donna che non accetta la perdita delle persone amate.

Dal punto di vista visivo c’è una qualità da lungometraggio. La fotografia è ai massimi livelli e vince anche la sfida di ricreare ambientazioni anni ‘50, ‘60, ‘80 ecc… E non è solo un tema di ambientazioni ma anche di movimenti di camera e di angoli di ripresa… tutto ricreato con una cura maniacale e denso di amore verso una televisione che non c’è più e non svolge più il ruolo che Wanda e tutti noi gli avevamo riconosciuto.

⬆︎ Wandavision (2021). Wanda e Pietro bambini guardano The Dick Van Dyke Show in televisione con i genitori

⬆︎ Wandavision (2021). Wanda e Pietro bambini guardano The Dick Van Dyke Show in televisione con i genitori

Le interpretazioni sono ai vertici qualitativi mai raggiunti in tv. La Olsen e Bettany sono superlativi nella chimica fra loro ma anche nelle singole interpretazioni, sfaccettate e dense.

Poi, come in tutti i cine-fumetto, la sceneggiatura non è all’altezza. Ed è un peccato perché fino alla settima puntata, anche quella sembrava di livello elevatissimo. Poi arriva l’ottava puntata spiegone, che scimmiotta il Canto di Natale come espediente per ripercorrere il passato. E poi arriva il nono e ultimo episodio, dove si dimenticano i personaggi che letteralmente spariscono nel nulla e si inventano scusa ridicole per giustificare l’ingiustificabile.

Ma tant’è.

Mi ricorderò per molto tempo di Wandavision. Per le emozioni che mi ha dato, per la cura visiva e per le maratone di elucubrazioni per cercare di capire dettagli incomprensibili che, a fine serie, semplicemente non avevano nessun senso.

E’ stato bello.

⬆︎ Wandavision (2021). Elisabeth Olsen interpreta Wanda in Wandavision qui in una citazione di Modern Family

⬆︎ Wandavision (2021). Elisabeth Olsen interpreta Wanda in Wandavision qui in una citazione di Modern Family


Wandavision
, Usa 2021, Marvel Studios. creata da Jac Schaeffer, diretta da Matt Shakman, con la musica di Christophe Beck e Alex Kovacs, fotografata da Jess Hall. Con Elisabeth Olsen (Wanda), Paul Bettany (Vision), Kathryn Hahn (Agnes), Kat Dennings (Darcy)

Disponibile su Disney+

Nella copertina, Elisabeth Olsen che interpreta Wanda in Wandavision e sta osservando lei stessa e Vision (Paul Bettany).


se ti stai chiedendo perché le immagini sono “brutte” potresti leggere la filosofia di questo sito -> About

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